home Racconti Cose che si dicono solo di notte

Cose che si dicono solo di notte

Sai di quelle notti in cui la luce della lampada illumina solo un piccolo tondo sulla scrivania,
sufficiente però a farti scrivere quei tre, quattro versi disperatamente aggrappati alla vita?
Così appiccicosi che non riesci a levarteli da torno, che sanno troppo di te?
Conosci quelle strane sensazioni che si rivelano in certe notti d’estate
quando intorno a te c’è solo aria pesante che fai fatica a spostarla?
Mentre una musica lieve lieve,
che non sai da quale recondito accesso del tuo cervello provenga,
riempie a poco a poco qualche metro cubo della tua antica solitudine?
Sai delle immagini dipinte sul muro della tua fantasia che,
se le lasci lì, le ritrovi il giorno dopo, intatte?
E ti succede ancora di credere di essere morto
tutte le volte in cui il tempo ti ruba la memoria e lo spazio?
E ti abbandoni con quel sorriso da equilibrista a camminare sul filo teso tra la felicità e la rassegnazione?
Come quando vai a scovare le motivazioni più nascoste ed impensabili
per non confessare che ti sei innamorato e che, anche questa volta, non potrai fare a meno di lei.
Cose che si dicono soltanto di notte,
quando il tempo segue il battito lento del suo enorme cuore
prima che la cinica luce del giorno possa stanare il tuo eroico romanticismo.
E così ti capita di perdere la giusta via
e di girare in tondo come una trottola impazzita,
mentre quell’urlo liberatorio proprio non vuole uscire in questa notte torrida.
E, di nuovo, ti abbandoni ai tuoi ricordi che fai correre su stuoli d’erba tra le fresche ombre della memoria
a sorseggiare la luminosa piena d’aromi, ma non di speranza…

Stefano Trulli

Condividi con i tuoi amici