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La nostra isola

Se tutto ciò che accade avesse un motivo o un perché, probabilmente l’essere umano avrebbe più risposte e meno quesiti che puntualmente attanagliano la sua mente come un conato di vomito che sale sempre più. Un po’ come quando ci si sgola due bottiglie di vino rosso senza ritegno e senza vergogna, assist di leggeri sensi di ingiustizie e di colpa che portano la coscienza dell’uomo al centro di ogni problema quasi disinteressandolo e rendendolo apatico da ciò che gli accade intorno, portando alla luce solamente un lato oscuro che d’altronde accomuna noi tutti.

Questo lo sapeva bene un uomo all’apparenza deciso, imponente ed imperterrito che portava il nome di Rosario il quale viveva in un paesino ai confini del mare ed era segretario di un’azienda piuttosto conosciuta ed affermata nel campo dell’industria tessile. Occhi verdi, capelli di media lunghezza ed occhiali rettangolari, il suo sogno era da sempre quello di navigare ed esplorare il mare in lungo e in largo verso mete sconosciute lasciandosi trasportare dalle correnti e dai venti.

Ma nonostante le sue passioni e i suoi desideri di bambino, l’occupazione che eseguiva da ormai tanti anni l’amava talmente tanto che passava, alle volte, notti intere insonni pur di aiutare lo sviluppo della struttura ed il benestare della propria famiglia. Il suo obiettivo non era solamente svolgere correttamente il proprio lavoro ma anche quello di diventare il Vice Presidente della Fini’s Company (Compagnia che presentava alla fine dell’anno un fatturato di milioni di euro in positivo).

In cuor suo sapeva di meritare tale riconoscimento, dava l’anima per il suo lavoro e ci credeva tantissimo in ciò che faceva ma morso dal carattere umile e rispettoso che spesso gli provocava problemi e repressioni, non aveva mai accennato a questa sua voglia di aumentare di grado. Questo non influenzava le prestazioni che svolgeva, il suo sguardo era ogni giorno che passava sempre più determinato e voglioso di donare a se’ ed alla propria famiglia un futuro dignitoso in grado di soddisfare qualsiasi esigenza e qualsiasi vizio accomunato nel tempo. La sua famiglia era semplicemente sua moglie. Non avevano figli ma questo non dava problemi all’interno della coppia, dall’esterno vista come un’unione perfetta e conscia dei propri limiti e dei propri sentimenti. Si sposarono tredici anni fa a Roma promettendosi amore reciproco e vivendo un intenso viaggio di nozze culminato in Sicilia. Vivevano in una casetta costruita con le mani del caro Rosario, mattoni costruiti con il suo sudore e pareti inalzate dal suo sangue. Insomma, un matrimonio perfetto e voluto a tutti gli effetti. E’ risaputo che quando c’è l’amore per mezzo, nulla può scaraventarlo all’aria, nemmeno un figlio mai esistito. Si donavano carezze, facevano l’amore molto spesso ed ogni singola giornata era un buon motivo per dirsi “Ti Amo”.

Tutto questo fino al 14 Settembre 2014, giorno in cui, dopo una lunga giornata di lavoro Rosario, stanco e spompato, tornava a casa e scopriva l’inimmaginabile. Quel giorno era indeciso se tornare prima o dopo all’interno della sua abitazione ma per fortuna o purtroppo, scelse la prima strada. Dopo aver inserito la chiave nella serratura, aprì la porta e vide sua moglie, lì stesa sul divano tutta nuda con il capo (Nonche’ suo migliore amico) della Fini’s Company che era padrone del suo corpo. Rosario non credeva ai suoi occhi, accennò ad un “Cosa sta succedendo”. Non poteva credere a ciò che osservava e dopo vane parole dei due, l’uomo andò via in fretta e furia da casa sua. Era notte tra l’altro. Era sconvolto e di colpo si abbassò una nuvola, una nube nerissima sulla sua testa, destinata a diventare per sempre la sua compagna quotidiana. Si guardava intorno, senza spiegazioni e senza più nulla per se’ era tormentato da insani pensieri e da assurde realizzazioni mentali. All’alba del giorno dopo passò velocemente per la sua azienda, con occhi gonfi e corpo sciupato, diede le dimissioni e lasciò un biglietto sotto la porta della sua abitazione annunciando alla moglie una frase breve ma fondamentale “Non ci vedremo mai più”.

Dopo aver perso praticamente tutto, la compagna di una vita, il lavoro che gli dava soddisfazioni e gli amici che quasi denigravano lui (Non gli autori del tradimento) per non aver capito nulla in tempo, decise di comprare, con gli ultimi risparmi, la sua barca preferita per esaudire il suo più grande sogno. Navigare senza una meta verso mari sconosciuti. Era al molo e dopo aver pagato un’immensa cifra, partì senza bussola, senza alcun cellulare o mezzo d’informazione comune. Con la testa chinata e la voglia di non tornare più, Rosario osservava il mare con amore, ammirava il volo spiccato di alcuni gabbiani e di tanto in tanto si lasciava andare ad alcune considerazioni per ciò che gli era successo. Si condannava per non aver dato “troppo amore” a sua moglie ma allo stesso tempo si chiedeva se se lo meritasse davvero tutto ciò.

I giorni passavano, era in mare aperto e senza alcuna possibilità di cibarsi il 23 Settembre aveva deciso le sue sorti. Vivere fino a che una tempesta non lo avesse investito e di conseguenza ucciso. Nessuno se ne sarebbe accorto e probabilmente nessuno avrebbe pianto la sua morte-scomparsa. Un suicidio premeditato che poteva arrivare in qualsiasi momento, in completa solitudine nonostante una vita utilizzata, quasi sprecata, per persone che alla fine l’hanno tradito miseramente. Qualche giorno prossimo, era arrivato il GIORNO. Dopo aver fissato a lungo parecchi tramonti, il 25, le condizioni meteorologiche non davano alcun modo di buona speranza e la pioggia iniziava ad avanzare. Mancava solo un buon temporale imponente e la vita dell’uomo sarebbe terminata, spazzata via in un attimo come tutte le sue certezze. Rosario nel bel mezzo di una preghiera osservava fulmini che colpivano il mare, i tuoni che intonavano una musica triste e le onde che sbalzavano da una parte all’altra pronta ad inghiottire qualsiasi cosa capitasse sotto tiro. Non aveva paura, nessun rimorso. Le onde si alzavano sempre più, il mare era ribelle e il temporale si faceva impetuoso. L’uomo così deciso, lasciò il timone della sua barca e decise di andare a letto.

Ma proprio mentre stava per scendere le scale per raggiungerlo, gira il capo alla sua sinistra e vede in lontananza un’isola sconosciuta, un’oasi composta di alberi e di tanta vegetazione. Rosario spinto da un sussulto ed innamoratosi come un ragazzino fa con la propria donzella, prese il suo binocolo ed il comando del timone lottando con un’insperata voglia di vivere contro le onde e contro il temporale. La sua meta, dal suicidio era diventata quell’isola sconosciuta ma eternamente stupefacente.

Dopo alcuni minuti, le onde diedero tregua all’uomo che raggiunse l’isola, salvandosi ed abbandonando l’idea di suicidio. Stanco e senza forze andò nei pressi di un albero, luogo in cui c’era un buon cocco da mangiare. Era affamato. Beh non credeva ai suoi occhi, si era salvato ed aveva scoperto un’isola che praticamente non era segnata su alcuna cartina. “Era abbandonata da chiunque” Pensò, se non che dopo qualche ora di riposo, venne svegliato, all’alba del giorno dopo, da una donna, piuttosto avvenente e misteriosa. Riccia, occhi scuri, labbra carnose. Lui si svegliò di colpo ma fu tranquillizzato dalla presentazione di costei. Venere (Probabilmente nome di fantasia) raccontò di come, un giorno lontano si fosse gettata da un aereo con un paracadute perché anche lei spinta dalla voglia di esplorare quest’isola. I due continuavano a dialogare, mangiavano ciò che capitava (Il più delle volte uova-banane e cocco) e dopo aver intrapreso un buon livello d’intimità, si tennero per mano come due innamorati. Erano soli lì e dopo essersi guardati negli occhi per un periodo interminabile, alcuni giorno dopo, si baciarono, senza nessuno spettatore, senza alcun giudizio o interruzione.

La vita di Rosario in un mese cambiò letteralmente volto. La sicurezza di un lavoro e di una donna che lo amava trasformò il tutto in un tentativo di suicidio che venne scacciato grazie ad un’isola sconosciuta, luogo in cui conobbe Venere. I due trovarono tanti punti in comune, riuscivano a sfiorarsi come due persone unite da una sola anima e quando gli sguardi s’incrociavano, davano libero sfogo alle sensazioni che essi provavano quando guardavano un essere speciale. Un incontro incredibilmente meraviglioso ed insperato fino a qualche tempo prima. Due solitudini che colmarono un senso di vuoto trasformandolo in amore. Alcuni narrano che i due passarono tutta la vita insieme amandosi fino all’ultimo giorno delle proprie vite.

 

Marco Montanaro

 

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