home Racconti Paura

Paura

Onix, Europa centrale, 2 gennaio 20–
Propositi per il nuovo anno

Richard Feller era arrivato in ufficio con un enorme sorriso, che tagliava perfettamente a metà il suo viso spigoloso. Attraversò i lunghi corridoi del palazzo saltellando di gioia per la sua nuova intuizione, e al suo passaggio tutti si inchinavano ossequiosi.
Si chiuse nella sua enorme stanza e sprofondò nella sua enorme poltrona, davanti alla sua enorme scrivania. Aprì il programma di scrittura e cominciò a redigere le linee guida per attuare quella che riteneva fosse una grandissima idea per il prossimo anno. Le sue parole iniziarono a fluire su tutti gli schermi dei suoi collaboratori interrompendo ogni altra attività.
“Carissimi collaboratori, sottoposti, inferiori, leggete con attenzione quanto segue.
Per quest’anno ho grandi progetti, voglio far fare un salto di qualità a tutti, in tutto il mondo, nessuno escluso. Voglio scatenare una nuova peste! Alcuni di voi obietteranno che lo abbiamo già fatto in passato, che quindi si tratti di un’idea poco originale, ma sapete bene che non dovete osare contraddirmi! Sarà una peste di nuovo genere, ecco quello che ho intenzione di scatenare. Qualcuno a questo punto avrà già chiamato gli alchimisti, ma stavolta non serviranno. Piuttosto chiamate i pubblicitari e gli strilloni del network globale! Non è mia intenzione creare qualcosa di nuovo, abbiamo già diversi malanni che avvelenano aria e acqua e orribili fumi che ammorbano la gente impedendogli di respirare a dovere. Sfrutteremo quelli. Per quest’anno voglio che finalmente venga innescata la peste a cui stiamo lavorando da anni ormai: la paura!
Finora abbiamo solo raccontato storie, prodotto film e abbiamo dato mandato agli strilloni della TV di terrorizzare le folle. Adesso innescheremo questo meccanismo.
Abbiamo accumulato tanta entropia al punto che ora disponiamo di una potenza incredibile, tale da sommergere tutto il mondo in pochi giorni. Sarà facile, seguitemi. I pubblicitari dovranno insinuare pian piano l’idea che ci sia una peste in arrivo, dall’oriente magari. Estrarranno immagini e filmati, e li comporranno a regola d’arte. La paura allora inizierà ad insediarsi negli animi della gente, strisciando silenziosamente. Poi inizieremo a incolpare la peste di essersi portata via tanta gente. So bene che è quello che succede ogni anno, ma stavolta faremo in modo che ci faranno caso. Gli strilloni sottolineeranno questi episodi, senza mai dare numeri o approfondire. Parleranno dell’arrivo di una grande tragedia, faranno crescere la paura di una fantomatica fine imminente. Poi, quando tutti saranno spaventati, allora inizieranno a parlare i capo tribù. Diranno che il momento è difficile e istituzionalizzeranno l’allarme così tutto sarà più credibile. Le folle si riverseranno nei nosocomi, che abbiamo provveduto già da tempo a penalizzare, riducendo medicamenti, medici e infermieri. Non ce la faranno a contenerli. Saranno costretti a isolare la gente in stanze che diverranno come prigioni. La paura allora esploderà e il gioco avrà inizio.
Allora i capo tribù diranno alla gente di starsene a casa, chiusi come topi, senza che la luce del sole possa raggiungerli. Inizieranno ad ammalarsi più di prima e i nosocomi esploderanno e anche i medici si ammaleranno dello stesso identico male dei loro pazienti. La gente crederà sempre di più ai pubblicitari e agli strilloni, fino a pendere letteralmente dalle loro labbra. Inizieranno a circolare voci, falsità, anche incredibili e per cavalcare l’onda e mettersi in evidenza, molti se ne appropieranno e le condivideranno. Si scatenerà una vera pandemia e la paura sarà il prodotto nonché il parassita che se ne nutrirà. Allora i capo tribù incoraggeranno tutti con frasi come “ce la faremo”, “restiamo uniti ma a distanza”, ma l’egoismo che ha sempre contraddistinto l’uomo impedirà alla gente di confrontarsi e di capire. Ognuno diverrà gendarme dell’altro e saranno pronti a denunciarsi l’un l’altro. Poi la solitudine inizierà a diventare un’abitudine e inizieranno a conviverci. Diverranno più docili che mai. Presto il nazionalismo diverrà campanilismo e poi egoismo.
Mi direte: quando usciranno i dati, la gente si accorgerà che li stiamo raggirando! Ma non sarà così. I pubblicitari e gli strilloni sapranno enfatizzare i numeri e le immagini, e questo basterà, perché come ben sapete, gli elfi non ricordano la magia. Se la prigionia durerà troppo daranno la colpa a chi invece di restare a casa è uscito. Quando sarà tutto finito, se qualcuno dirà che non è andata peggio degli anni passati, ne daranno il merito ai capo tribù che hanno imposto la quarantena. Un cerchio perfetto, non trovate?
Mi chiederete: cosa otterremo? Domanda sciocca da parte vostra, ma mi rendo conto che nessuno ha una visione globale come ce l’ho io. Ecco perché siete tutti degli inferiori. Ma ve lo dirò, perché io sono magnanimo. Otterremo un annichilimento generale, folle più timorose di osare e alzare la testa. In molti inizieranno ad aver paura di pensare con il proprio cervello. Insinueremo l’idea di precarietà, distruggendo le economie per poi appropriarcene. Li terremo in pugno. Saranno a breve nelle nostre mani. E poi, sorrido al solo pensarci, mi è venuta in mente una grande beffa, che farà da ciliegina sulla torta. Gli chiederemo donazioni per far fronte alla grande tragedia. Gli chiederemo soldi per fare quello che non abbiamo fatto quando hanno pagato le tasse e, se volete saperlo, non lo faremo di nuovo, anche stavolta useremo i loro soldi per rimpinguare le nostre tasche. Ma otterremo di più quando finalmente verrà trovato l’antidoto, cioè acqua fresca, ma che venderemo a peso d’oro. Sarà acqua per lavare le loro coscienze.
Mi chiederete ancora: come la mettiamo con gli urlatori? Sicuramente ne sorgeranno molti, ma credo che non sarà necessaria alcuna azione contro di loro, ci penserà la folla. Né i capo tribù, né i comitati medici dovranno screditarli, ci penserà la gente. Gli urlatori saranno linciati a furor di popolo, come accade da che mondo è mondo.
Grazie dell’attenzione, adesso mettetevi subito al lavoro, per fine anno voglio iniziare a vedere i risultati.”

Stava per chiudere le comunicazioni, quando una persona entrò nella sua stanza. Era sua madre. Aprì la serranda e una lama di luce illuminò il suo letto, destandolo da un sonno agitato.
– Ben svegliato! Va tutto bene? Mi è parso che ti stessi agitando.
– Ho fatto un terribile sogno… questa quarantena mi sta distruggendo

di Iacopo Bellavia

Condividi con i tuoi amici